
V-PROLOGO
12-11-2009/31-11-2009 TEATRO PALLADIUM, ROMA
Tutto è bianco. Assenza di colori, somma di colori. Colore della grazia, della purezza e della trasfigurazione abbagliante.
Martelli. Oggetti carichi di potenza, essi costruiscono e distruggono.
Un tempo sono serviti ad inserire quei chiodi uno ad uno, a perforare quella materia per consegnargli il ruolo di fondale in un teatro di distruzione.
Poi si sono spogliati della loro impenetrabile armatura e, come assopiti, si sono adagiati stanchi in attesa del dono di un eterno riposo, trasformandosi in esili tracce di memoria, echi arcaici di sensazioni universali e indelebili.
In questo teatro di estatica sofferenza campeggia imponente una scritta, effigie sulla porta di ingresso, prologo di un percorso di sublime tormento.





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V-LE CARNI
21-11-2009/04-12-2009 GALLERIA RGB46, ROMA
Il cerchio si mostra a metà. Il resto manca, esiste solo perché assente.
Sono i tessuti che non si rimarginano, il sangue che trabocca affannato come un rubinetto rotto per sempre,
gocce che rimbombano come cannoni in questo tiepido vuoto.
Rimane lì, beffarda, immobile, l’irriverenza dei cuori trafitti e dei loro ricordi appassionati.
Rimane quel nodo, proprio lì, nella gola, che si stringe, che rende difficile deglutire, che blocca il respiro.
Rimane il lamento della carne che brama sollievo con dedizione maniacale.





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V-EPILOGO
05-12-2009/04-01-2010 BRANCALEONE, ROMA
E' stato un martirio. E' stato un martirio. E' stato un martirio.
Stritola, stritola, fracassa.
Tutto diventa polvere.
Polvere scura.
Polvere dolorosa.Stritola, stritola, fracassa.
Poi una carezza leggera ti sfiora la schiena.
Allora ti tocchi le spalle e ci scopri le ali che quando le sbatti la polvere la spazzi via.
Di dietro ci resta una misera goccia di sangue nel mezzo di un mare infinito.
Davanti miliardi di pagine bianche bramose di tutti i colori.
E senti il sapore del cielo che ti porta via.





